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Radiorchestra

6. 2 La Radiorchestra

Durante i primi mesi di attività radiofonica spesso – per ragioni di emergenza e problemi di organizzazione – si crearono vuoti di programmazione che dovevano essere riempiti in breve tempo.

Occorreva quindi avere a disposizione una formazione orchestrale da utilizzare per questo scopo. Come già detto, la RSI si trovava nelle condizioni di dover mostrare un alto livello di professionalità potendo usufruire di una scarsa possibilità finanziaria: era impensabile perciò chiamare professionisti, magari al di fuori della Svizzera italiana, e tenerli in pianta stabile per eventuali concerti.

L’Ente Autonomo della Radio Svizzera italiana (EARSI), dopo varie e complicate trattative riuscì, nel febbraio 1933, a mettersi d’accordo con la Società degli albergatori e con il Kursaal di Lugano ottenendo la prestazione della piccola orchestra anche per l’attività radiofonica .

L’orchestra aveva un organico di soli dieci elementi e i pochi musicisti professionisti svizzero-italiani erano tutti impiegati in questa formazione.

Occasionalmente l’organico si allargava con musicisti da oltre Gottardo (anche per quanto riguardava i cantanti: quelli italiani venivano considerati più idonei al temperamento artistico del Cantone).

Qualcuno avrebbe voluto eliminare la collaborazione straniera, ma la Radio Svizzera italiana, saggiamente, privilegiò sempre il lato artistico a quello “nazionalistico”.

Per quanto riguarda il repertorio si può dire che fino all’estate del 1933 rimase quello adatto ad un orchestra composta da pochi elementi, ovvero semplici sinfonie, valzer, brevi componimenti, estratti di opere, musica “brillante” e ballabile: pochi mesi dopo l’organico sarebbe passato a diciotto esecutori, consentendo scelte artistiche più impegnative .

Il compromesso con la Società degli albergatori e con il Kursaal non poteva però ancora durare a lungo poiché, dovendo suonare sei giorni a settimana anche al di fuori della Radio, le prestazioni rischiavano di divenire molto precarie e qualitativamente inferiori: il ruolo di sola vera produttrice di cultura musicale che la RSI si era ritagliata la obbligava a severi criteri di selezione per quanto riguardava le scelte artistiche e gli esecutori; negli ambiziosi progetti futuri non c’era più posto per volenterosi dilettanti.

Nel 1934 vennero infatti invitati a dirigere l’orchestra cinque compositori e direttori svizzeri, i quali proposero loro composizioni: la musica sinfonica tedesca diventò molto più presente nella programmazione radiofonica e aumentarono anche i concerti “vocali-strumentali”.

Queste scelte furono molto coraggiose, sia per il genere non popolare , sia per la situazione internazionale degli Anni Trenta, non propriamente favorevole allo scambio di artisti “forestieri”. Vennero anche create delle sottoformazioni specializzate in musica da ballo e altri generi più “orecchiabili”, per accontentare più o meno tutti .

Radio Monte Ceneri sarebbe divenuta un punto di riferimento per programmi orchestrali, in cui i compositori svizzeri e dell’Europa settentrionale si potevano confrontare con opere e compositori italiani (competere con le trasmissioni musicali dell’EIAR era impensabile, ma si puntò comunque sulla “scuola italiana” per mostrare a livello nazionale l’animo latino del Cantone) a loro contemporanei, ma non ancora conosciuti in Svizzera.

Senza il contributo della Radio, la diffusione di questa musica non sarebbe stata possibile.

Divenne quindi necessario per la RSI avere a disposizione un orchestra stabile come accadeva con quella della Svizzera tedesca e della Svizzera romanda. Nel 1935 la Società Svizzera di Radiodiffusione (SSR) concesse alla Radio nuovi fondi per mantenere stabilmente l’orchestra, la quale presse la denominazione di “Radiorchestra”.

La situazione però non si era ancora stabilizzata: solo dopo varie vicissitudini nel 1937 la formazione divenne parte integrante della RSI, mentre per l’aumento dell’organico fino a trentasei musicisti bisognò attendere il 1938.

Negli anni dello scoppio del secondo conflitto mondiale l’offerta musicale si contraddistinse per l’allegria e la leggerezza dei programmi. Il motivo fu duplice: era necessario reagire in questo modo alla pesante situazione venuta a crearsi, ma soprattutto occorreva sopperire alla mancanza di fondi e musicisti che la guerra avrebbe creato.

Nel 1991 la “Radiorchestra” prenderà la denominazione ufficiale di “Orchestra della Svizzera italiana”.

 

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