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4. 2 Introduzione storica: La Radio Svizzera Italiana

Analizzando la storia della radiofonia in Svizzera, emerge che i primi esperimenti di “notizie” diffuse attraverso “télégraphie sans fil ” risalivano al 1911, ma con lo scoppio della grande guerra, per motivi di ordine militare queste vennero vietate fino al 1920.

Con la prima guerra mondiale l’interesse del pubblico verso la radio aumentò: non più un passatempo riservato a pochi appassionati ma restava comunque una pratica poco conosciuta. Già dal 1921 si poté grazie alle concessioni radiofoniche ritornare a trasmettere. In generale per tutti gli anni venti si assistette allo sviluppo del nuovo medium e all’interesse crescente del pubblico.

Nella Svizzera italiana questo processo fu però più lento e ostacolato.

La prima idea di creare ex novo una stazione radiofonica nel Ticino va attribuita all’ingegnere Fernando Bonzanigo che il 26 novembre 1928 riuscì ad ottenere, grazie alla mediazione del Dipartimento delle Pubbliche Costruzioni (DPC), l’incarico di rappresentante del cantone nella conferenza sulla riorganizzazione della radiodiffusione svizzera che si sarebbe tenuta a Berna il 14 dicembre.

Grazie al lavoro della Ostini apprendiamo che a causa di un disguido postale Bonzanigo fu informato troppo tardi della sua nomina a delegato e non poté partecipare alla conferenza. La sua lettera di proteste alla Direzione generale delle Poste, Telefoni e Telegrafi (PTT) gli sarebbe costata in seguito la possibilità di avere qualunque ruolo futuro in una stazione radio ticinese.

L’ingegnere comunque non abbandonò i suoi propositi e, nel 1929, creò insieme ad un gruppo di appassionati l’Unione Radiofonica Intercantonale (URI) con sede a Bellinzona.

Gli scopi dell’unione erano semplici: ottenere la concessione per l’esercizio di un servizio nazionale, creare una stazione radio ticinese indipendente e darle una lunghezza d’onda specifica, in modo che avesse la stessa dignità e rispetto delle due stazioni “sorelle”.

Il 23 maggio 1929 a Bellinzona si tenne una conferenza tra PTT, URI ed il Consiglio di Stato. La costruzione di un nuovo emettore nazionale venne prevista per la primavera del 1932, e la gestione sarebbe dovuta toccare al Governo cantonale. Dopo una seconda commissione di studio si ritenne opportuno creare un organizzazione ticinese dei programmi e quindi una società regionale per dirigerli dopo aver ottenuto la concessione.

Il DPC invitò così Bonzanigo, il Consigliere nazionale Francesco Borella e il Capo dell’Ufficio Telefonico di Bellinzona Giuseppe Carmine a collaborare insieme alle Associazioni ed alle autorità federali a questo progetto.

Senza interpellare il Dipartimento delle Pubbliche Costruzioni, l’URI cercò di accelerare la pratica rivolgendosi direttamente al Consigliere federale (capo del Dipartimento Poste e Ferrovie a cui la radio faceva riferimento) Robert Haab. L’incontro non avvenne ma il consigliere parve intenzionato ad esaudire i desideri del comitato.

La mossa dell’URI fu però avventata.

Non appena il DPC venne a conoscenza del gesto se ne distanziò rendendolo noto alle PTT ed in questo modo l’attività dei privati venne messa in secondo piano. Bonzanigo, vistosi allontanato dalle negoziazioni, scrisse una lettera di scuse alle PTT, ma invano.

Il nuovo rappresentante del Canton Ticino sarebbe stato il capo del DPC, Guglielmo Canevascini.

La Commissione Nazionale di studio per la radiodiffusione stabilì che il servizio dei programmi doveva essere affidato ad una società di prossima creazione, la Società Svizzera di Radiodiffusione (SSR), formata da sei società regionali, di cui una della Svizzera italiana.

Nell’aprile del 1930 il Consiglio di Stato presentò al Gran Consiglio un messaggio che proponeva la partecipazione dello stato ad una associazione cooperativa radiofonica per la svizzera italiana.

Questa iniziativa aveva lo scopo di

aprire anche al più remoto casolare delle nostre valli la facile possibilità di una partecipazione immediata e continua alla vita degli altri paesi e degli altri popoli e alle manifestazioni culturali ed artistiche.

La neonata SSR propose quindi di distribuire alle future tre emittenti il capitale di esercizio concessole dalle PTT in uguale proporzione.

L’Amministrazione federale poi si assunse l’onere della costruzione della stazione sul Monte Ceneri, con una spesa di oltre 300.000 franchi, ed il suo collegamento alla grande emittente di Münster. La preparazione e l’organizzazione dello studio, nonché la sua gestione e la compilazione dei programmi invece, venne affidata interamente al Ticino.

Nel messaggio inviato apparivano inoltre alcune pagine in cui si introducevano ai consiglieri le principali nozioni del gergo radiofonico, spiegando le teorie su cui si fondava la tecnica di trasmissione.

La prima parte dell’opera fu così completa. Ora il cantone doveva creare in fretta la nuova società.

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