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Nuovi Programmi

4. 4. 2 I nuovi programmi

Dopo l’inaugurazione degli impianti, si decise di aumentare gli orari di diffusione dei programmi: la musica, oltre ai consueti spazi, ne ottenne uno esclusivo nell’orario che andava dalle 12 alle 13.30.

Nel pomeriggio, le trasmissioni riprendevano alle 16.45 fino alle 18 e poi dalle 19.30 fino alle 22. Il 1933 fu un anno importante per la RSI in quanto vennero ideate alcune rubriche come “La spiegazione del Vangelo” e “L’Orientazione agricola” che continueranno ad essere trasmesse per tutta la storia della Radio Svizzera italiana.

I due programmi erano molto amati dagli ascoltatori, in particolare la spiegazione del vangelo a cui veniva però criticato l’orario di trasmissione: a mezzogiorno, le famiglie con ospiti a pranzo, non sapevano se era conveniente far ascoltare loro la predica .

Particolarmente toccante fu la presentazione della prima puntata della trasmissione, ad opera del parroco Don Francesco Alberti, tenuta il primo ottobre 1933:

Sono qui solo in uno studiolo chiuso e mi pare che la mia voce sia, come quella del Battista, la voce che grida nel deserto. Ma uno strano deserto è questo; un deserto palpitante di spiriti assenti e presenti; un deserto che non lascia in chi vi si trova l’impressione della solitudine ma l’opprime invece con l’immensurabilità dei presenti. […]

Anche la trasmissione dell’orientazione agricola ottenne da subito molto successo, soprattutto se confrontata con il programma, potremmo dire “gemello”, che veniva trasmesso nello stesso periodo in Italia, ovvero “l’ora dell’agricoltore”.

Sarebbe interessante fare un confronto tra i due programmi e stabilire per quali motivi in Italia la trasmissione in questione incontrò la fredda indifferenza dei diretti “interessati”: probabilmente la situazione nazionale e sociale, il regime e la volontà stessa dei contadini di non voler vedere stravolti gli schemi e i riti della loro vita abituale furono i veri motivi determinanti.

D’altro canto anche la Radio Svizzera Italiana voleva “snidare” l’abitante della periferia (in questo caso il montanaro) dal suo mondo e inserirlo nella vita cittadina. Ma a differenza del regime dittatoriale italiano che voleva assoggettarlo ai dettami fascisti, la Radio Svizzera cercava di toglierlo, per quanto possibile, dalla sua condizione di forzato isolamento.

La trasmissione continuerà ad essere trasmessa ancora per molto tempo, tanto che nel 1955, in un intervista a Guglielmo Canevascini, divenuto capo del dipartimento dell’agricoltura, lo si può sentire affermare che l’orientazione agricola:

assolve interamente allo scopo che è di informare, istruire e orientare gli agricoltori in prima linea, e poi tutte le persone che si interessano dei problemi agricoli.

Dopo avere brevemente analizzato l’evoluzione della RSI e delle sue prime rubriche, passiamo ora all’analisi di un altro programma molto importante per quello che riguarda l’educazione dei ragazzi, ovvero la Radioscuola.

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