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E.I.A.R.

1.5 La nascita del nuovo Ente

 

Durante il triennio 1924-1927 la Radio si integrò perfettamente nel contesto politico.

Da questo momento in poi il destino del nuovo mezzo di comunicazione si legò in maniera indissolubile al regime e la volontà di far progredire il mondo radiofonico italiano, per portarlo agli standard delle altre nazioni, diventò lo scopo principale di chi deteneva il potere .

Nel 1927 l’Uri non aveva più la possibilità di continuare l’attività senza l’aiuto di ingenti finanziamenti e Mussolini – ormai molto più convinto circa le potenzialità del mezzo – era fortemente intenzionato a riorganizzare e rivitalizzare il mondo della radiofonia italiana.

Decise quindi di creare una speciale commissione per esaminare la situazione radiofonica e mettere ordine nel complesso ordinamento giuridico, con lo scopo ultimo di migliorare i servizi delle radioaudizioni .

La commissione, una volta analizzata la situazione, stabilì fosse necessario costruire una potente stazione a Roma unitamente ad altre stazioni secondarie a Genova, Firenze, Palermo, Torino e Trieste, in modo da poter idealmente “collegare” città così distanti tra loro.

Deliberò inoltre la costituzione di un Comitato Superiore di Vigilanza sulle Radiodiffusioni, il cui compito sarebbe stato quello di assicurare che i programmi fossero conformi alla politica culturale fascista.

Ma il vero punto forte stabilito dalla commissione fu quello che prevedeva la costituzione di un nuovo ente concessionario per i servizi radiofonici, una società privata che avrebbe sostituito la precedente società concessionaria.

Il Regio Decreto 29 dicembre 1927 n. 2526, deliberò che l’Unione Radiofonica Italiana venisse trasformata nell’Ente Italiano Audizioni Radiofoniche (EIAR), i cui programmi sarebbero stati concerti, audizioni teatrali, avvenimenti sportivi, cerimonie, conferenze, prediche.

Per quanto riguarda invece la trasmissione di comunicati di carattere politico, di attualità e di economia, sarebbe stato necessario un permesso dell’autorità politica nell’ambito locale, qualora non si fosse trattato di notizie fornite dall’agenzia Stefani, l’unica autorizzata dal Governo.

L’Eiar iniziò la sua esistenza ufficiale il 15 gennaio 1928 e con questa data terminava la fase iniziale e di sperimentazione della Radio in Italia. Il Fascismo d’ora in poi controllerà ogni trasmissione e utilizzerà il mezzo radiofonico per fare arrivare la voce del dittatore ad ogni ascoltatore.

 

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