Considerazioni

CONSIDERAZIONI CONCLUSIVE

L’esperienza maturata dal lavoro svolto, mi ha portato a conoscenza di una realtà non così immediatamente percepibile: EIAR e Radio Monte Ceneri si trovarono a dover affrontare problemi e necessità legate alla Radio molto simili tra loro: creare e sviluppare dal nulla una realtà ancora sperimentale come quella radiofonica; risolvere situazioni economiche, legali e burocratiche legate a questa novità; far conoscere a tutti il nuovo mezzo di comunicazione e permettere a tutti di poterne usufruire; infine dare vita a programmi culturali, informativi e di intrattenimento utili ai cittadini.

A causa del diverso regime politico esistente tra le due nazioni, questo cammino evolutivo finora comune ai due Enti si sarebbe dovuto inevitabilmente dividere. Come dicevo nella nota introduttiva però, non mi sono posto il problema di capire cosa sarebbe successo se la situazione politica fosse stata diversa o cosa si sarebbe potuto fare per cambiare quella esistente: non credo avrei mai potuto trovare una risposta.

Grazie a questa tesi invece, ho avuto modo di conoscere e confrontare le difficoltà comuni a Italia e Svizzera italiana, in ambito radiofonico.

L’iniziale refrattarietà verso il nuovo, ciò che sconvolgeva gli abituali e consolidati riti dell’esistenza: in Italia la modernità della Radio fu vista inizialmente come stregoneria, mentre in un Canton Ticino conservatore e immerso in una situazione di crisi, a molti pareva inconcepibile che, malgrado i problemi che assillassero il Cantone, si investissero somme elevate per uno studio radiofonico .

Un altro problema che tra la fine degli Anni Venti e l’inizio degli anni Trenta accomunava lo Stato italiano e il Ticino fu la necessità di dover fare i conti con una crisi economica e sociale ancora persistente.

Povertà, disoccupazione e analfabetismo affliggevano gran parte della popolazione e purtroppo, come sempre accade in questi casi, gli strati più deboli e abbandonati della popolazione come gli abitatori delle campagne, delle periferie e i montanari – categorie comuni ad entrambe le nazioni – subivano maggiormente gli effetti di questa situazione negativa sia dal punto di vista economico che da quello, niente affatto secondario, della cultura.

Uno strumento come la Radio avrebbe potuto, secondo i due Enti, sistemare un poco la questione culturale: la difficoltà in questo caso consisteva nel fare arrivare il messaggio – pedagogico o di semplice intrattenimento – al target stabilito, nessuno escluso.

Iniziative come l’ERR o la Radioscuola nacquero con questo scopo, oltre a quello di valorizzare e far sviluppare il mezzo radiofonico attraverso un ambito didattico; il trasmettere notizie e musica avrebbe permesso invece un accesso alla modernità e all’informazione fino ad allora mai stato possibile per una certa categoria di persone.

Eliminando le diverse finalità dei due governi, italiano e svizzero, mi è stato quindi possibile trovare il più importante elemento in comune proprio nelle sfide che si trovarono entrambi a dover affrontare: analizzandole e confrontando le diverse soluzioni adottate, ho scoperto come e quanto le scelte effettuate dai detentori del potere e conseguentemente dagli “uomini della Radio” abbiano segnato profondamente la storia delle due Radio e delle due nazioni.

Non bisogna però cadere in conclusioni troppo frettolose: nella Radio dell’EIAR in molti si rifiutarono di sottostare alle imposizioni e agli obblighi del regime e cercarono, per quanto fosse loro possibile, di ribellarsi; allo stesso modo, nella Radio Svizzera italiana, non tutti apprezzarono l’impostazione democratica e la scelta di neutralità nell’informazione voluta dal direttore Vitali.

La scelta di soccombere o combattere non potrà mai dipendere da altri se non da noi stessi.

Concludo facendo una riflessione su come tutte le invenzioni dell’uomo, Radio compresa, non siano altro che uno strumento nelle sue mani: straordinario in quelle giuste e deleterio in quelle sbagliate.

Forse il merito più grande che possiamo dare alla Radio è quello di averci fatto entrare più velocemente nella modernità e messo al corrente, altrettanto velocemente, di come nessuno strumento tecnologico potrà mai essere più importante della coscienza umana.

 

Annunci

Lascia un commento

Archiviato in Considerazioni, Finale

Invia un Commento

Effettua il login con uno di questi metodi per inviare il tuo commento:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...